
Musica di G. Kurtag, D. Shostakovic , A. Sokolovic e tradizionali dell'est europa arrangiate dai Rhapsodija Trio
Letture da Istvan Orkeny, W. Szymborska e Paolo Rumiz
idea e progetto Saul Beretta
poduzione Musicamorfosi 2003
RHAPSODIJA TRIO
Maurizio Dehò, violino;
Gianpietro Marazza, fisarmonica;
Luigi Maione, chitarra
con Joo Cho soprano;
Silvia Mandolini, Alessandro Bonetti violino
Debora Mancini attrice
regia di Massimiliano Cividati
Naida Tarakcija, styling

Metti una sera a Berlino.
Sul tavolo, una carta geografica col percorso, uno zig-zag fra isole chiamate Slovacchia, Ucraina, Carpazi, Moldavia, Bulgaria. Cent’anni fa erano
ancora l’Oriente del nostro mondo. Oggi sono solo Est, una sigla che marchia le periferie della politica e della mente. Il Muro è caduto, ma un pezzo d’Europa si allontana da noi…
L’Oriente non esiste più. E’ diventato Est. L’espulsione di quel mondo dal nostro
immaginario e dalla nostra politica è segnato da questo freddo monosillabo astronomico.
L’Oriente è un portale che schiude mondi nuovi, l’Est è un reticolato che esclude mentre l’allargamento dell’Europa rischia di essere una pia illusione.
La scrittura attenta e ricca di immagini di Paolo Rumiz ci conduce in un viaggio a Oriente,
non su un’aereo o nel calduccio di un intercity, ma su linee minori, tra sguardi di paura e paesaggi di confine, tra musica e profumi di un mondo che va alla deriva in un labirinto di frontiere, secessioni,
disastri e paure belliche e ambientali…
Durata 1h 20 in un tempo unico
E’ disponibile materiale promozionale audio e video