Pensavo fosse Bach

Mario Brunello e Vinicio Capossela

Da restare a bocca aperta e fiato sospeso

Gli amici della Musica - Ferrara
In perfetto equilibrio tra rigore e immaginazione, con la passione interpretativa e divulgativa che lo contraddistingue, Mario Brunello rilegge J.S. Bach, ovvero lo legge tuffandosi nei più segreti meandri di una musica infinitamente geniale ed enigmatica. Videoproeizioni, elettronica ed un ospite d’eccezione Vinicio Capossela, per reinventare Bach e resuscitarlo dalla tomba, per fargli scorrere nella partitura il suo sangue giovane, lo swing tentacolare!

Mario Brunello torna ad affrontare le Suite per violoncello solo, per le quali è giustamente famoso, e rinnova il binomio con Bach in un concerto interamente dedicato al sommo genio.

Il violoncello, che fino ad allora vivacchiava nascosto accanto al cembalo nella pratica del basso continuo, fu lanciato da Bach nell’orbita del più sensazionale virtuosismo. Così, Mario Brunello lancia il suo Maggini, prezioso strumento del 1605, nell’avventura di tirare fuori dalla partitura bachiana linee nascoste e voci sepolte come preziosi tesori sotto la polvere dei manoscritti.
“Questo spettacolo è un’altra tappa di un percorso che sto portando avanti per rendere più godibili e visibili le voci che si trovano nascoste dentro le Suite di Bach” afferma Mario Brunello, “Per noi violoncellisti questi pezzi di Bach sono una sorta di vangelo con cui ci confrontiamo per tutta la vita, per questo insieme a Saul Beretta abbiamo avuto l’idea di avvicinare il pubblico a quello che molto difficilmente si riesce a percepire chiaramente durante l’esecuzione in concerto. Per chi ascolta molti elementi nella partitura rimangono nascosti, noi li abbiamo in parte svelati, rinnovando il mistero della bellezza di questa musica senza tempo.” Quindi, cercando di portare a compimento la sfida bachiana che lascia all’esecutore la risoluzione degli enigmi della scrittura, Mario Brunello, scalatore del cuore e dell’anima, si arrampica di nuovo verso l’impossibile.

Musica dal vivo, elettronica, videoproiezioni, il tutto in una scenografia suggestiva: un cubo di ferro e tulle che riproduce le proporzioni del quadrato magico, un’ora e dieci minuti di suggestioni musicali che ci proiettano nel mistero di Johannes Sebastian Bach

“Ma chi era Johann Sebastian Bach? Che tipo di uomo doveva essere? Un uomo quale adesso non si può neppure immaginare” afferma Vinicio Capossela “un uomo con venti figli, un uomo che ha scritto per glorificare Dio! Un mistico adorante che scavava infebbrato nella perfezione della fede, che edificava visioni e le edificava una sull’altra, con rigore incrollabile.”

Per decenni una musicologia rudimentale non è riuscita a offrire di Bach altro che delle immagini da cartolina contraffatta. Così anche il Bach che ci presenta Vinicio sa un po’ di cartolina, è infebbrato e mistico come forse il Bach vero non era, ma quell’aura ne riproduce e ci permette di avvicinarci oggi al suo mistero.

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Info - Credits

musica J.S. Bach (Suite IV e V); A. Kneifel (estratti da Lux Aeterna)

parole di Vinicio Capossela

con la partecipazione video di Vinicio Capossela

idea e progetto Saul Beretta e Mario Brunello

regia Francesco Frongia

progetto scenografico Andrea Taddei

riprese video Marco Franchini e Fabrizio De Giuseppe

fotografia Marcelo Soulè

produzione Musicamorfosi in collaborazione con Antiruggine